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martedì 20 agosto 2013

"MORS TUA , VITA MEA"





Lo scribacchino ecclesiastico, Alcide Degasperi, nasce il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino.
La sua esistenza giovanile non lascia segni nella storia d'Italia. "Austriacante" per convenienza, cattolico per passione economica, Alcide è il classico esempio di quell'italyota che per decenni ha vegetato nel pantano intriso di sangue dei nostri Eroi patrioti, differenziandosi da altre “mignatte” per la sua spassosa soggezione all' istituto -di credito- della Chiesa
In una Terra come l'Italia dove ogni città dedica una via all'irredento Cesare Battisti, la figura di Degasperi andrebbe cancellata per sempre, lasciata alle spalle con malinconica rassegnazione – non si piange sulle disgrazie – e “sommersa” dai corpi degli Italiani caduti con il cuore rivolto verso il sacro Tricolore.
Ma questa Terra è divenuta dopo la seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 24/25 luglio 1943, terra di predoni e sciacalli , i quali, conoscono le regole dell'Uomo e sanno che la Storia deve essere, in un certo qual modo, bilanciata. Costretti a ricordare Cesare Battisti -la sua figura non reca danno al Giudaismo internazionale – per poter “sanificare” il Degasperi e gli uomini della sua stessa bassezza morale . Un boccone amaro tutto sommato digeribile per vigliacchi del loro rango.
Non ricordare Battisti avrebbe, difatti, dato la possibilità agli Storici – se mai ne esistessero ancora – di indagare a fondo nella nefanda esistenza trascorsa sotto la protezione della Banca Vaticana -alias Vaticano- , del 'nostro' Degasperi, padre della 'fasulla' Costituzione italiana e dell'Europa delle Lobby.
Portare luce sul giovane Degasperi è impresa ardua . E' talmente nascosta negli anfratti della Storia italiana che il Sole prova una invincibile ripugnanza a 'lanciare' i suoi gioiosi raggi in tali tortuosi recessi. Ci vogliamo occupare dei suoi “primi anni” di vita politica perché sarebbe fin troppo semplice disquisire sulla sua fuga nelle “polverose” biblioteche vaticane durante il Regime.
La nostra ricerca quindi si spinge sin al 1909.
Si trovano labili tracce di uno strano scontro 'ideologico' nelle varie biografie del mancato insottanato.
Questo “scontro” sarebbe avvenuto tra il Degasperi (direttore de Trentino -già Voce Cattolica-) e il Mussolini (Il Popolo), quest'ultimo additato da tutte le varie fonti, come socialista anticlericale, dando così per scontato al superficiale lettore che l'intera colpa del diverbio sia del futuro Duce d'Italia.
La realtà, come spesso accade, è diversa da come viene raccontata da chi è sopravvissuto e ha goduto dei benefici della morte altrui. Mors tua , vita mea !
Diamo quindi ora spazio agli articoli, da noi reperiti, del socialista anticlericale quasi demoniaco Benito Mussolini. In un processo, dopo tutto, le parti da ascoltare sono sempre due: persino in un Paese dove la democrazia è solamente una maschera di cera...
Attenti quindi al calore emanato dai nostri riflettori: potrebbero molto presto mostrare il vostro vero volto !


NOTE:
Il Popolo, giornale socialista di Trento. Direttore e proprietario Cesare Battisti Il 2 agosto 1909, Benito Mussolini è nominato redattore capo di questo giornale.


Il Trentino, già La Voce cattolica, organo del partito Trentino, diretto dal dott. Alcide De Gasperi. Nel giornale collaborano diversi sacerdoti.


Articolo 1
http://www.scribd.com/doc/161594375/PERCHE-CI-ORGANIZZIAMO


Articolo2
http://www.scribd.com/doc/161594866/i-Giornalisti-Clericali-Spie
- ai signori dell’organo clericale e alla loro lunga « soffiata da spie » che dimostra com’essi avrebbero seguito la migliore carriera entrando nelle questure del vicino nonché bello italo regno.
- Che cosa ha voluto lo scribivendolo clericale col suo lungo sproloquio?


Articolo3
http://www.scribd.com/doc/161595009/Il-Vilissimo-Mestiere
- a Trento, ci sono i « vilissimi » mestieranti del giornalismo che hanno un cuore avvelenato dall’odio settario e un cervello senza fosforo. Ci sono gli ignobili scriba che non hanno il coraggio di sostenere e difendere l’opera della loro penna venduta.


- Voglio solo documentare l’ignominia dei « vilissimi mestieranti » del giornalismo clericale.


-Torna il Degasperi, direttore del giornale. C’è un vice-direttore insottanato ed un vagellante sgrammaticato. Nessuno di costoro assume la paternità del trafiletto diffamatore. Non c’è nessuno che abbia il coraggio civile di gridare : « Signor Battisti ! Voi avete percosso un innocente! L’autore dell’articolo sono io e ne assumo la responsabilità!».


-Il Degasperi, l’uomo della prosa sciatta, asintattica, il superficiale che invoca un orario delle ferrovie austriache per sfuggire a un contradditorio imbarazzante, tace nell’ombra.


-In qualunque redazione i compagni di lavoro dello schiaffeggiato avrebbero fatto atto di solidarietà con lui assumendone anche le difese. Ci sarebbe stata una vertenza cavalleresca, non mai un processo in tribunale.
Qui, invece, si ricorre alla Giustizia per farsi liquidare.... il conto dei propri dolori con una somma di 50 corone.


-Come non chiamare « mestieranti » i « poveri » Gadler, Spoleta, Degasperi, Chelodi, pennivendoli senza idee e uomini senza coraggio?
O banditi nella macchia nera del giornalismo clericale : voi siete più dispregevoli dell’assassino che affronta l’ignaro viandante — in pieno giorno — a viso aperto!
Voi aspettate invece la notte; voi colpite nella schiena; voi tentate insozzare col vostro fango le coscienze oneste e quando vi si chiama sulla piattaforma pubblica ad assumere la responsabilità delle vostre azioni, voi scivolate, sfuggite, vi nascondete o vi atteggiate — suprema ipocrisia ! — a vittime !


Articolo 5
http://www.scribd.com/doc/161595117/i-Teneri-Agnellini
- Ben quattro giorni sono occorsi alla cronica stitichezza intellettuale di un Degasperi, per trovare una qualunque miserevole risposta al mio articolo di sabato. E dopo a un cosi lungo periodo di faticosa elaborazione era in diritto di aspettarmi qualche cosa di meglio che quel lassativo comparso nella V. C. di ieri col titolo I violenti *. In quell’articolo c’è tutta la cerebrazione dei redattori del Trentino : Degasperi ha fatto la malacopia, Don Chelodi ha raddrizzato i periodi claudicanti, e soppresse le locuzioni dell’imperial regio lingua italo-austriaca, Don Gentili ha concesso l'imprimatur. Tirate le somme di tutto questo lavoro collettivo, un’esclamazione viene spontanea alle labbra: Che miseria!


- Lo scribivendolo clericale ammette che « nessuno gode il privilegio di fissare preventivamente le forme della lotta.... »


- Ma, prosegue il bolso copista


- Con somma arte gesuitica non si fa il nome di questo giornalista, ma tutti sanno a chi è diretta la frase.


- il « debile » Gadler, sanguinante da una impercettibile graffiatura di pochi millimetri, non potesse, né dovesse assumersi responsabilità alcuna. Ma voi, Degasperi, voi direttore del giornale, dovevate parlare e avete taciuto. Il vostro silenzio è la vostra condanna. Non avete avuto il coraggio di difendere personalmente lo schiaffeggiato, né di solidarizzare moralmente con lui : lo avete messo nelle mani dei giudici. Non parlate di « agitata vita pubblica » quando si tratta di una stupida insinuazione personale; non parlate di vigliaccheria, voi, povero eroe da palcoscenico dell’oratorio clericale !


- un’affermazione falsissima a proposito della mia fedina penale che è netta e non si macchierà mai di quei delitti per cui sono rimasti celebri nelle antiche e nelle recenti cronache molti fra i vostri insottanati.


- Dovremo rassegnarci con un fratesco « grazie » alla vostra diurna campagna di denigrazione personale contro di noi? Oh! magnifica impudenza possibile solo nella terra del Concilio, del Principe Vescovo e di Leo Taxil !


-O teneri agnellini dalle lane morbidette, perché respingete la riforma della sintassi e il rinnovamento della prosa? Fate male, perché avete bisogno dell’una e dell’altro. Un periodo che comincia cosi: «Rispetto alle nuove ingiurie, il posto che occupiamo » ecc. può passare solo in una lettera scritta da un caporale o da un portinaio tirolese — intendiamoci — non italiano d'Italia.


- Tutti i bisognisti che battono allo sportello delle vostre banche o si affollano nei magazzini delle vostre cooperative; gli ipocriti che si curvano dietro le misteriose garrette dei confessionali; i trafficanti che Cristo caccerebbe dai templi; gli arrivisti della torbida politica clericale; i filosofastri che non hanno il coraggio della vita ascetica e tendono al dominio di quelle cose profane che Gesù disprezzò, ecco gli uomini che giurano in verba Degasperi e fanno di un giornale semi-analfabeta l’arma delle loro piccole insidie! O teneri agnellini che « belate » contro la « nostra » violenza, noi vi conosciamo! Sotto il morbido velo voi nascondete il pelo rossastro ed ispido dei lupi. Ma i fatti e l’opera nostra che continueremo senza tregua vi pongono nella debita luce. In noi la violenza è 1’« episodio », in voi è il « sistema » nella vita e nella storia.


Articolo 6
http://www.scribd.com/doc/161595230/Il-Sacro-Ovile
- Ma gli « ignaziani », i seguaci di Loyola rifiutano di combattere ad armi pari : se sono più forti ti schiacciano, se sono più deboli ti calunniano. Vittoriosi, non hanno pietà; vinti, gridano alla sopraffazione, alla violenza !
La scuola di padre Ignazio fiorisce nel Trentino. Alla bassezza strisciante del gesuita, qui s’accoppia l’impudenza di chi comanda. Qui si « osa » essere clericali e non ci sono scrupoli circa l’impiego dei mezzi per conservare la supremazia economica, politica, morale.


- Io non voglio sollevare i centomila metti cubi di letame cattolico. Datemi del sublimato al 100/100.


articolo 9 - Riportato per intero -
http://www.scribd.com/doc/161595446/Dispensierie-di-celebrita
Da II Popolo, N. 2726, 14 giugno 1909, X.
Di Benito Mussolini


DISPENSIERE DI CELEBRITÀ
C’è fra i cittadini di Trento un signore che dirige un giornale, vi depone un « compitino » dopo un’incubazione che varia da un minimo di quattro giorni a un massimo.... indeterminato, e si presenta ai contradditori per..., fuggire. Questo bravo signore ha aggiunto alla sua trinità un quarto attributo : si è proclamato « dispensiere » di celebrità. Ma l’ellenico — oh! quanto! — Alcide è avaro, molto avaro come tutti quelli che vivono in contatto immediato con le banche cattoliche più o meno marmiferate. Egli distribuisce la celebrità, ma per cinque minuti solamente; non uno di più.
Grazie! Grazie!... o preziosissimo Alcide. Per godere i cinque minuti della celebrità che mi offri, io dovrei leggere per cinque minuti la tua prosa. Impossibile! Ci vuole lo stomaco di uno struzzo!


Articolo 13
http://www.scribd.com/doc/161596025/i-Giornalisti-Buffi
- Se io mi chiamassi Alcide Degasperi — dottore non si sa in che cosa — avrei alla Banca Cattolica delle azioni per 5000 corone, godrei di una medaglia di presenza di 10 corone per volta, ritirerei ogni fine di mese un lauto stipendio e a quest’ora preparerei le mie valigie per Roncegno o Campiglio, a rifornire d’ossigeno la mia non ancora esausta carcassa.


- Il cronista della V. C. infiora il racconto di bugie. Egli narra che mancò poco non fossi linciato : la polizia non fa parola di ciò. Si dice che io sono fuggito e tutti mi hanno visto fermo nel cortile. La « fuga prudente » è un sistema degasperiano.


Articolo 14
http://www.scribd.com/doc/161596088/Tenebre-e-Luce
- Quando certi « dottori » nostrani che potrebbero anche chiamarsi Alcide Degasperi, vanno a predicare davanti a povere ignare turbe di contadini che la chiesa è amica e protettrice della coltura e dell’istruzione; quando si afferma che i preti sono teneri [sic] del progresso civile, si cerca di sorprendere furbescamente la buona fede di chi ascolta e non sa. Il Vaticano odierno è identico al Vaticano del secolo XVI. È il covo dell’intolleranza e di una banda di rapinatori.
Articolo 15
http://www.scribd.com/doc/161596141/Il-Grande-Cadavere
- No! Voi lo sapete bene, egregio azionista di Banche cattoliche, che l’inferno è uno spauracchio per gl’imbecilli!
- Credetelo, signor Alcide. I giacobini di Via S. Pietro sono al corrente del movimento religioso contemporaneo quanto voi e i vostri amici con tonaca e senza.
E se è necessario che voi giustifichiate lo stipendio, piuttosto che scrivere articoli su questioni religiose, che dopo tutto interessano un picciol numero di individui, occupatevi di affari bancari che interessano la turba dei vostri clienti e rispondete con cifre e fatti alle cifre e ai fatti esposti dal Popolo riguardanti le vostre speculazioni cattoliche, cristiane... e.... marmifere.
Spogliate il « grande cadavere ».


articolo 16
http://www.scribd.com/doc/161596236/ciccaiuolo
- Che la mia entrata ufficiale nella redazione del Popolo urti i « volksbundisti », gli austriacanti, i papali di Via Romana, si comprende facilmente. Le loro cotenne portano ancora il segno delle mie frustate. Non c’è da meravigliarsi che gli scrittori della V. C. costruiscano anche nel caso attuale il solito edificio di menzogne e di malignazioni.
- E se domani il mio sacco non funziona, non potrò — malgrado la mia entrata al Popolo — ricorrere all’ausilio delle acque montane e permettermi una villeggiatura di due mesi. Questi lussi — pardon! — queste rinuncie, queste penitenze, queste miserie evangeliche sono riservate — ahi dura valle di lacrime! — ai poverelli evangelizzanti del vaticano trentino.


Articolo 18
http://www.scribd.com/doc/161596559/L’IGNOMINIOSA-FUGA-DEL-DR-DEGASPERI-DIRETTORE-DEL-TRENTINO
- Ecco: Che al Vaticano Trentino, giornale, comitato diocesano, segretariato operaio, banca cattolica, banca industriale, libreria e religione siano tutti rami salienti dallo stesso ceppo di affarismo rapinatore e profano è fuor di dubbio. Alcide, per esempio, direttore del giornale, diventa banchiere attraversando un corridoio e sagrestano a piè delle scale.


Articolo 19
- Ieri, mentre fra padroni e operai si discuteva, mentre all’« Andreas Hofer » il Dottor Degasperi catechizzava i suoi « fedelini », alla « Stadtbrauhaus » il compagno Mussolini teneva una conferenza svolgendo il tema : Il socialismo nella storia.


- In quella avanza il Dottor Degasperi non per contraddire — egli dice — ma semplicemente per una dichiarazione. Egli tenta di giustificare l’atteggiamento dei cristiano-sociali nella presente lotta operaia, fa appello alla concordia, gratifica di signori i presenti e di onorevoli i socialisti, ammette che gl’intervenuti sono socialisti quasi tutti e rinuncia a discutere col comp. Mussolini, traendo a pretesto la solita partenza per affari urgentissimi. Potevano essere le tre e minuti. Il treno salvatore parte alle 3 e 15. Fuori una carrozza aspetta Degasperi. I commenti ironici si convertono in una sonorosissima fischiata che saluta la fuga del campione del cristianesimo sociale.
Flor ha quindi la parola. Constata la fuga ignominiosa di Degasperi .
Mussolini deplora che l’orario delle ferrovie austriache abbia un treno che parte da Merano alle 3,15. Dichiara che non dirà nulla sul Degasperi, poiché una fuga così precipitosa è di una grande eloquenza

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