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lunedì 26 agosto 2013

VITE "A PERDERE" ?

Foto tratta da Tg 24 Siria (pagina Facebook)

Gli ispettori dell'Onu caduti nell'imboscata di oggi sono attori di prim'ordine o semplici comparse ? Sono a conoscenza del piano militar-mediatico in atto in Siria o sono inermi spettatori ?
Sono vite "a perdere" per il burattinaio imperialista?





martedì 20 agosto 2013

"MORS TUA , VITA MEA"





Lo scribacchino ecclesiastico, Alcide Degasperi, nasce il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino.
La sua esistenza giovanile non lascia segni nella storia d'Italia. "Austriacante" per convenienza, cattolico per passione economica, Alcide è il classico esempio di quell'italyota che per decenni ha vegetato nel pantano intriso di sangue dei nostri Eroi patrioti, differenziandosi da altre “mignatte” per la sua spassosa soggezione all' istituto -di credito- della Chiesa
In una Terra come l'Italia dove ogni città dedica una via all'irredento Cesare Battisti, la figura di Degasperi andrebbe cancellata per sempre, lasciata alle spalle con malinconica rassegnazione – non si piange sulle disgrazie – e “sommersa” dai corpi degli Italiani caduti con il cuore rivolto verso il sacro Tricolore.
Ma questa Terra è divenuta dopo la seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 24/25 luglio 1943, terra di predoni e sciacalli , i quali, conoscono le regole dell'Uomo e sanno che la Storia deve essere, in un certo qual modo, bilanciata. Costretti a ricordare Cesare Battisti -la sua figura non reca danno al Giudaismo internazionale – per poter “sanificare” il Degasperi e gli uomini della sua stessa bassezza morale . Un boccone amaro tutto sommato digeribile per vigliacchi del loro rango.
Non ricordare Battisti avrebbe, difatti, dato la possibilità agli Storici – se mai ne esistessero ancora – di indagare a fondo nella nefanda esistenza trascorsa sotto la protezione della Banca Vaticana -alias Vaticano- , del 'nostro' Degasperi, padre della 'fasulla' Costituzione italiana e dell'Europa delle Lobby.
Portare luce sul giovane Degasperi è impresa ardua . E' talmente nascosta negli anfratti della Storia italiana che il Sole prova una invincibile ripugnanza a 'lanciare' i suoi gioiosi raggi in tali tortuosi recessi. Ci vogliamo occupare dei suoi “primi anni” di vita politica perché sarebbe fin troppo semplice disquisire sulla sua fuga nelle “polverose” biblioteche vaticane durante il Regime.
La nostra ricerca quindi si spinge sin al 1909.
Si trovano labili tracce di uno strano scontro 'ideologico' nelle varie biografie del mancato insottanato.
Questo “scontro” sarebbe avvenuto tra il Degasperi (direttore de Trentino -già Voce Cattolica-) e il Mussolini (Il Popolo), quest'ultimo additato da tutte le varie fonti, come socialista anticlericale, dando così per scontato al superficiale lettore che l'intera colpa del diverbio sia del futuro Duce d'Italia.
La realtà, come spesso accade, è diversa da come viene raccontata da chi è sopravvissuto e ha goduto dei benefici della morte altrui. Mors tua , vita mea !
Diamo quindi ora spazio agli articoli, da noi reperiti, del socialista anticlericale quasi demoniaco Benito Mussolini. In un processo, dopo tutto, le parti da ascoltare sono sempre due: persino in un Paese dove la democrazia è solamente una maschera di cera...
Attenti quindi al calore emanato dai nostri riflettori: potrebbero molto presto mostrare il vostro vero volto !


NOTE:
Il Popolo, giornale socialista di Trento. Direttore e proprietario Cesare Battisti Il 2 agosto 1909, Benito Mussolini è nominato redattore capo di questo giornale.


Il Trentino, già La Voce cattolica, organo del partito Trentino, diretto dal dott. Alcide De Gasperi. Nel giornale collaborano diversi sacerdoti.


Articolo 1
http://www.scribd.com/doc/161594375/PERCHE-CI-ORGANIZZIAMO


Articolo2
http://www.scribd.com/doc/161594866/i-Giornalisti-Clericali-Spie
- ai signori dell’organo clericale e alla loro lunga « soffiata da spie » che dimostra com’essi avrebbero seguito la migliore carriera entrando nelle questure del vicino nonché bello italo regno.
- Che cosa ha voluto lo scribivendolo clericale col suo lungo sproloquio?


Articolo3
http://www.scribd.com/doc/161595009/Il-Vilissimo-Mestiere
- a Trento, ci sono i « vilissimi » mestieranti del giornalismo che hanno un cuore avvelenato dall’odio settario e un cervello senza fosforo. Ci sono gli ignobili scriba che non hanno il coraggio di sostenere e difendere l’opera della loro penna venduta.


- Voglio solo documentare l’ignominia dei « vilissimi mestieranti » del giornalismo clericale.


-Torna il Degasperi, direttore del giornale. C’è un vice-direttore insottanato ed un vagellante sgrammaticato. Nessuno di costoro assume la paternità del trafiletto diffamatore. Non c’è nessuno che abbia il coraggio civile di gridare : « Signor Battisti ! Voi avete percosso un innocente! L’autore dell’articolo sono io e ne assumo la responsabilità!».


-Il Degasperi, l’uomo della prosa sciatta, asintattica, il superficiale che invoca un orario delle ferrovie austriache per sfuggire a un contradditorio imbarazzante, tace nell’ombra.


-In qualunque redazione i compagni di lavoro dello schiaffeggiato avrebbero fatto atto di solidarietà con lui assumendone anche le difese. Ci sarebbe stata una vertenza cavalleresca, non mai un processo in tribunale.
Qui, invece, si ricorre alla Giustizia per farsi liquidare.... il conto dei propri dolori con una somma di 50 corone.


-Come non chiamare « mestieranti » i « poveri » Gadler, Spoleta, Degasperi, Chelodi, pennivendoli senza idee e uomini senza coraggio?
O banditi nella macchia nera del giornalismo clericale : voi siete più dispregevoli dell’assassino che affronta l’ignaro viandante — in pieno giorno — a viso aperto!
Voi aspettate invece la notte; voi colpite nella schiena; voi tentate insozzare col vostro fango le coscienze oneste e quando vi si chiama sulla piattaforma pubblica ad assumere la responsabilità delle vostre azioni, voi scivolate, sfuggite, vi nascondete o vi atteggiate — suprema ipocrisia ! — a vittime !


Articolo 5
http://www.scribd.com/doc/161595117/i-Teneri-Agnellini
- Ben quattro giorni sono occorsi alla cronica stitichezza intellettuale di un Degasperi, per trovare una qualunque miserevole risposta al mio articolo di sabato. E dopo a un cosi lungo periodo di faticosa elaborazione era in diritto di aspettarmi qualche cosa di meglio che quel lassativo comparso nella V. C. di ieri col titolo I violenti *. In quell’articolo c’è tutta la cerebrazione dei redattori del Trentino : Degasperi ha fatto la malacopia, Don Chelodi ha raddrizzato i periodi claudicanti, e soppresse le locuzioni dell’imperial regio lingua italo-austriaca, Don Gentili ha concesso l'imprimatur. Tirate le somme di tutto questo lavoro collettivo, un’esclamazione viene spontanea alle labbra: Che miseria!


- Lo scribivendolo clericale ammette che « nessuno gode il privilegio di fissare preventivamente le forme della lotta.... »


- Ma, prosegue il bolso copista


- Con somma arte gesuitica non si fa il nome di questo giornalista, ma tutti sanno a chi è diretta la frase.


- il « debile » Gadler, sanguinante da una impercettibile graffiatura di pochi millimetri, non potesse, né dovesse assumersi responsabilità alcuna. Ma voi, Degasperi, voi direttore del giornale, dovevate parlare e avete taciuto. Il vostro silenzio è la vostra condanna. Non avete avuto il coraggio di difendere personalmente lo schiaffeggiato, né di solidarizzare moralmente con lui : lo avete messo nelle mani dei giudici. Non parlate di « agitata vita pubblica » quando si tratta di una stupida insinuazione personale; non parlate di vigliaccheria, voi, povero eroe da palcoscenico dell’oratorio clericale !


- un’affermazione falsissima a proposito della mia fedina penale che è netta e non si macchierà mai di quei delitti per cui sono rimasti celebri nelle antiche e nelle recenti cronache molti fra i vostri insottanati.


- Dovremo rassegnarci con un fratesco « grazie » alla vostra diurna campagna di denigrazione personale contro di noi? Oh! magnifica impudenza possibile solo nella terra del Concilio, del Principe Vescovo e di Leo Taxil !


-O teneri agnellini dalle lane morbidette, perché respingete la riforma della sintassi e il rinnovamento della prosa? Fate male, perché avete bisogno dell’una e dell’altro. Un periodo che comincia cosi: «Rispetto alle nuove ingiurie, il posto che occupiamo » ecc. può passare solo in una lettera scritta da un caporale o da un portinaio tirolese — intendiamoci — non italiano d'Italia.


- Tutti i bisognisti che battono allo sportello delle vostre banche o si affollano nei magazzini delle vostre cooperative; gli ipocriti che si curvano dietro le misteriose garrette dei confessionali; i trafficanti che Cristo caccerebbe dai templi; gli arrivisti della torbida politica clericale; i filosofastri che non hanno il coraggio della vita ascetica e tendono al dominio di quelle cose profane che Gesù disprezzò, ecco gli uomini che giurano in verba Degasperi e fanno di un giornale semi-analfabeta l’arma delle loro piccole insidie! O teneri agnellini che « belate » contro la « nostra » violenza, noi vi conosciamo! Sotto il morbido velo voi nascondete il pelo rossastro ed ispido dei lupi. Ma i fatti e l’opera nostra che continueremo senza tregua vi pongono nella debita luce. In noi la violenza è 1’« episodio », in voi è il « sistema » nella vita e nella storia.


Articolo 6
http://www.scribd.com/doc/161595230/Il-Sacro-Ovile
- Ma gli « ignaziani », i seguaci di Loyola rifiutano di combattere ad armi pari : se sono più forti ti schiacciano, se sono più deboli ti calunniano. Vittoriosi, non hanno pietà; vinti, gridano alla sopraffazione, alla violenza !
La scuola di padre Ignazio fiorisce nel Trentino. Alla bassezza strisciante del gesuita, qui s’accoppia l’impudenza di chi comanda. Qui si « osa » essere clericali e non ci sono scrupoli circa l’impiego dei mezzi per conservare la supremazia economica, politica, morale.


- Io non voglio sollevare i centomila metti cubi di letame cattolico. Datemi del sublimato al 100/100.


articolo 9 - Riportato per intero -
http://www.scribd.com/doc/161595446/Dispensierie-di-celebrita
Da II Popolo, N. 2726, 14 giugno 1909, X.
Di Benito Mussolini


DISPENSIERE DI CELEBRITÀ
C’è fra i cittadini di Trento un signore che dirige un giornale, vi depone un « compitino » dopo un’incubazione che varia da un minimo di quattro giorni a un massimo.... indeterminato, e si presenta ai contradditori per..., fuggire. Questo bravo signore ha aggiunto alla sua trinità un quarto attributo : si è proclamato « dispensiere » di celebrità. Ma l’ellenico — oh! quanto! — Alcide è avaro, molto avaro come tutti quelli che vivono in contatto immediato con le banche cattoliche più o meno marmiferate. Egli distribuisce la celebrità, ma per cinque minuti solamente; non uno di più.
Grazie! Grazie!... o preziosissimo Alcide. Per godere i cinque minuti della celebrità che mi offri, io dovrei leggere per cinque minuti la tua prosa. Impossibile! Ci vuole lo stomaco di uno struzzo!


Articolo 13
http://www.scribd.com/doc/161596025/i-Giornalisti-Buffi
- Se io mi chiamassi Alcide Degasperi — dottore non si sa in che cosa — avrei alla Banca Cattolica delle azioni per 5000 corone, godrei di una medaglia di presenza di 10 corone per volta, ritirerei ogni fine di mese un lauto stipendio e a quest’ora preparerei le mie valigie per Roncegno o Campiglio, a rifornire d’ossigeno la mia non ancora esausta carcassa.


- Il cronista della V. C. infiora il racconto di bugie. Egli narra che mancò poco non fossi linciato : la polizia non fa parola di ciò. Si dice che io sono fuggito e tutti mi hanno visto fermo nel cortile. La « fuga prudente » è un sistema degasperiano.


Articolo 14
http://www.scribd.com/doc/161596088/Tenebre-e-Luce
- Quando certi « dottori » nostrani che potrebbero anche chiamarsi Alcide Degasperi, vanno a predicare davanti a povere ignare turbe di contadini che la chiesa è amica e protettrice della coltura e dell’istruzione; quando si afferma che i preti sono teneri [sic] del progresso civile, si cerca di sorprendere furbescamente la buona fede di chi ascolta e non sa. Il Vaticano odierno è identico al Vaticano del secolo XVI. È il covo dell’intolleranza e di una banda di rapinatori.
Articolo 15
http://www.scribd.com/doc/161596141/Il-Grande-Cadavere
- No! Voi lo sapete bene, egregio azionista di Banche cattoliche, che l’inferno è uno spauracchio per gl’imbecilli!
- Credetelo, signor Alcide. I giacobini di Via S. Pietro sono al corrente del movimento religioso contemporaneo quanto voi e i vostri amici con tonaca e senza.
E se è necessario che voi giustifichiate lo stipendio, piuttosto che scrivere articoli su questioni religiose, che dopo tutto interessano un picciol numero di individui, occupatevi di affari bancari che interessano la turba dei vostri clienti e rispondete con cifre e fatti alle cifre e ai fatti esposti dal Popolo riguardanti le vostre speculazioni cattoliche, cristiane... e.... marmifere.
Spogliate il « grande cadavere ».


articolo 16
http://www.scribd.com/doc/161596236/ciccaiuolo
- Che la mia entrata ufficiale nella redazione del Popolo urti i « volksbundisti », gli austriacanti, i papali di Via Romana, si comprende facilmente. Le loro cotenne portano ancora il segno delle mie frustate. Non c’è da meravigliarsi che gli scrittori della V. C. costruiscano anche nel caso attuale il solito edificio di menzogne e di malignazioni.
- E se domani il mio sacco non funziona, non potrò — malgrado la mia entrata al Popolo — ricorrere all’ausilio delle acque montane e permettermi una villeggiatura di due mesi. Questi lussi — pardon! — queste rinuncie, queste penitenze, queste miserie evangeliche sono riservate — ahi dura valle di lacrime! — ai poverelli evangelizzanti del vaticano trentino.


Articolo 18
http://www.scribd.com/doc/161596559/L’IGNOMINIOSA-FUGA-DEL-DR-DEGASPERI-DIRETTORE-DEL-TRENTINO
- Ecco: Che al Vaticano Trentino, giornale, comitato diocesano, segretariato operaio, banca cattolica, banca industriale, libreria e religione siano tutti rami salienti dallo stesso ceppo di affarismo rapinatore e profano è fuor di dubbio. Alcide, per esempio, direttore del giornale, diventa banchiere attraversando un corridoio e sagrestano a piè delle scale.


Articolo 19
- Ieri, mentre fra padroni e operai si discuteva, mentre all’« Andreas Hofer » il Dottor Degasperi catechizzava i suoi « fedelini », alla « Stadtbrauhaus » il compagno Mussolini teneva una conferenza svolgendo il tema : Il socialismo nella storia.


- In quella avanza il Dottor Degasperi non per contraddire — egli dice — ma semplicemente per una dichiarazione. Egli tenta di giustificare l’atteggiamento dei cristiano-sociali nella presente lotta operaia, fa appello alla concordia, gratifica di signori i presenti e di onorevoli i socialisti, ammette che gl’intervenuti sono socialisti quasi tutti e rinuncia a discutere col comp. Mussolini, traendo a pretesto la solita partenza per affari urgentissimi. Potevano essere le tre e minuti. Il treno salvatore parte alle 3 e 15. Fuori una carrozza aspetta Degasperi. I commenti ironici si convertono in una sonorosissima fischiata che saluta la fuga del campione del cristianesimo sociale.
Flor ha quindi la parola. Constata la fuga ignominiosa di Degasperi .
Mussolini deplora che l’orario delle ferrovie austriache abbia un treno che parte da Merano alle 3,15. Dichiara che non dirà nulla sul Degasperi, poiché una fuga così precipitosa è di una grande eloquenza

giovedì 11 aprile 2013

IN GUARDIA







“L’esistenza di una consistente sperequazione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati da Nicastri”
porta la Dia a sequestrare 1,3 miliardi di euro al re dell'Eolico italiano, Vito, elettricista prima, ora imprenditore di Alcamo.
Esulta e si congratula con tutto il suo entourage , il direttore della Dia, Arturo De Felice , sottolineando come questa operazione abbia portato al sequestro di beni più cospicuo della storia d'Italia.
Gli uffici Dia di Palermo, coordinati nelle indagini dalla procura di Trapani e dai magistrati della Direzione antimafia di Palermo hanno voluto stringere il cerchio intorno Matteo Messina Denaro, uno dei 5 maggiori ricercati al mondo. Capo presunto di Cosa Nostra, è latitante da vent'anni. Secondo le indagini, Vito Nicastri è l'uomo di appoggio di Denaro . O meglio, Vito l'elettricista, ha contatti con gli uomini di Denaro perché “non ci si muove in certi contesti e con quei volumi d'affari senza avere contatti o collegamenti”, afferma il direttore della Dia De Felice. E risponde, facendo trapelare l'ebrezza del sogno dorato, a chi gli chiede se ora la cattura del boss trapanese sia più vicina :
“Siamo convinti che una confisca di queste dimensioni toglierà benzina ad una macchina che ora dovrà rallentare...Noi continueremo così, in silenzio e con attenzione ”.
Belle parole le sue, sconnesse però dai fatti.
Andiamo avanti.
Leggiamo con interesse che :
“Scattano così i sigilli per 43 tra società e partecipazioni societarie legate al settore della produzione alternativa dell’energia elettrica, 98 beni immobili fra ville e palazzine, terreni e magazzini, 7 fra autovetture, motocicli e imbarcazioni e 66 cosiddette «disponibilità finanziarie» fra conti correnti, depositi titoli, fondi di investimento e così via”.
L'elenco, non certo corto, non trova fine, difatti si conclude con un 'semplice' così via.
Il cittadino onesto e limpido d'intelletto s'aspetterebbe di leggere che l'elettricista Vito Nicastri sia in attesa di giudizio per reati di mafia dietro ad un anonimo e freddo blindo , vittima delle conte giornaliere delle guardie carcerarie e del menù della casanza .
Niente di tutto ciò.
“In quanto 'Re' sarebbe inaccettabile che varcasse la soglia di un istituto di pena” deve avere pensato il giudice che ha disposto , per Nicastri , la sorveglianza speciale con l'obbligo di dimora nel comune di residenza .
Come spesso accade in Italia, la bilancia della Giustizia è truccata a favore della grande famiglia che la governa: Mafia, Clero, Magistratura, Politica e Giornalismo non sono altro che i rami dello stesso clan affiliato alla plutocrazia apolide.
Chi con la sua azione delittuosa inabissa la propria nazione a favore di interessi transnazionali che tendono a sovvertire l'ordine sociale di una comunità di persone , rende servigio alla più potente e apparentemente imbattibile Stirpe che la Madre Terra abbia mai conosciuto .
***
Il punto da focalizzare, per voi che leggete, deve essere l'ammontare della confisca. Quella stessa cifra decantata come brillante 'conquista' dall'ex questore di Ancora, ora direttore della Dia, De Felice è per noi sinonimo di strazi e dolore per decine di persone.
L'Uomo comune deve presto capire che l'accumulo di ricchezze, soprattutto di queste dimensioni, in poche mani all'interno di un'economia nazionale è indubbiamente il velenoso frutto del furto ai danni della collettività.
Quanti lavoratori e, di conseguenza, quante famiglie sono state rovinate -se non peggio- dalla sleale concorrenza del Nicastri lungo la sua salita al potere?
Mai avremo una risposta esaustiva a questo interrogativo.
L'infausto aspetto , da sempre sottaciuto, è che se un uomo accentra ricchezze dà, a chi lo conosce direttamente e indirettamente, il miraggio del benessere terreno, bagnando il seme dell'invidia in lui, dando così origine al circolo vizioso sul quale appoggia il succitato clan.
Nella lotta alla mafia , insegna il Passato, bisogna colpire prima che si radicalizzi il fenomeno , punendo fieramente ogni atteggiamento ambiguo , distante dall'idea di legalità e di Stato nazionale senza aspettare che il malvivente in questione si arricchisca .
Tra la plutocrazia e la società civile è in corso una guerra e la Mafia è un suo aspetto, tra i più sanguinari e, fors'anche, spettacolari.
Rimanga monito per i posteri che per ogni soldato caduto per la Libertà, il nostro urlo addolorato sale al cielo per l'inestimabile perdita e perché consci che non sarà mai sostituibile ; nel fronte opposto, quello dell'Oro, invece gli uomini sono oggetti a cui non badare almeno finché nella seconda linea gli affamati schiavi pullulano , pronti a sostituire i caduti della prima, in cambio di una moneta d'oro.
E chi, in questo conflitto ricopre il ruolo dell'imboscato furiere, la Storia riserva la peggio condanna: o la 'stolta' agiatezza borghese in un mondo putrido o la fredda eterna ombra nel mondo dei Giusti.

venerdì 5 aprile 2013

SERIETA'



Mai come in queste ultime ore , gli studiosi di geopolitica dell'Occidente si stanno affannando per dare il loro giudizio professionale sulla questione Corea del Nord Vs Stati Uniti.
Sono ore nelle quali questi uomini cercano, attraverso la loro lente, di aiutare i propri concittadini a comprendere il fenomeno Kim Jong Un.
Troviamo curioso leggere tesi basate esclusivamente dalla lettura delle veline di servizio, alias agenzie di stampa.
Come giungono a noi le ultime dalla Corea del Nord?
Innanzi a tutto la maggior parte delle notizie provengono dalla Corea del Sud dopodiché raggiungono la nostra Penisola e da qui vengono bypassate dalle agenzie indollarizzate come AdnKronos e Ansa .
E in tavola , ci troviamo il solito monosaporito Hamburger a stelle e strisce.
Il solo interrogativo che noi tutti dovremmo porci è :
Siamo veramente di fronte a dichiarazioni di un'imminente guerra nucleare annunciata da un ragazzo poco più trentenne, a capo di un Paese che da decenni si vede violata la propria sovranità a causa di continue incursioni yankee da sud dei suoi territori?
Non crediamo che la realtà sia dipinta realmente così.
Siamo invece dell'idea che il comandante Ernesto Guevara avesse le ragioni dell'Uomo libero quando affermava che la “Geopolitica non esiste”, esiste -aggiungiamo noi- chi vuole fare riposare la coscienza popolare nel suo letto di procuste.

lunedì 11 marzo 2013

ASSASSINI pt. II Ovvero : lo strano caso dell'inchiostro simpatico.


C'è una svolta nella storia trattata tempo fa:
E' di oggi la notizia che i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non torneranno in India . Nasce così una controversia internazionale tra l'Italia e l'India.
Quanto disonore per la disgraziata patria italiana.
Latorre e Girone sono colpevoli di aver ucciso due soldati del lavoro , due pescatori indiani.
Probabile confondere la canna da pesca con la canna del fucile solo in un libro di narrativa anonimo, dove l'autore , smemorato e al suo primo libro, non descrive nei particolari i personaggi della sua storia. In mare è più difficoltoso.
La prova , inutile a dire il vero, che il governo italiano continui orgogliosamente a rivendicare la sua paternità nell'8 settembre , è dato dal comunicato pubblicato oggi:
''All'indomani della sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana l'Italia ha proposto formalmente al Governo di New Delhi l'avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte, là dove richiamava l'ipotesi di una cooperazione tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la citata Convenzione UNCLOS. Alla luce della mancata risposta dell'India alla richiesta italiana di attivare tali forme di cooperazione, il Governo italiano ritiene che sussista una controversia con l'India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta Convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda''.
Portando indietro le lancette, si cerca di legittimare la natura ignavia italiota.
Con un colpo di spugna si cancella dalla mente del lettore l'ordine cronologico degli avvenimenti – se non gli avvenimenti stessi - e si porta sul proscenio , l'eroismo del Governo.
Quanta malafede! Quanta ignominia!
Con una richiesta del tutto particolare – rientro in Italia per il voto – per un caso così delicato , lo Stato italiano ha beffeggiato uno Stato straniero. Una richiesta di 4 settimane per votare .
Richiesta concessa dallo Stato dell'India ma che in realtà poteva essere elusa seguendo il codice per i militari in missione all'estero.
La risposta del ministro – per conto – Terzi non si fa attendere: "E' uno sviluppo molto positivo e provo grande soddisfazione. Anche perché la decisione conferma il clima di fiducia e collaborazione con le autorità indiane e lascia ben sperare per un positivo esito della vicenda".
Ed oggi, a poche settimane dalle dichiarazioni gioiose del ministro degli Esteri, la notizia del 'gabbo' al paese della curcuma.
“Niente marò” urlano , in concerto, il ministro della Giustizia e della Difesa.
Si sono ricordati , probabilmente, che “ il Governo italiano ritiene che sussista una controversia con l'India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta Convenzione -UNCLOS- e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda” .
Caso chiuso quindi. Uno scatto d'orgoglio ha permesso ai due marò di cittadinanza italiana , di rimanere in Italia.
Gettiamo tutto nel camino...
Fermi! Qualcosa non è chiaro. Quel comunicato sembra che abbia ben altre parole al suo interno...perbacco!
Ma tu guarda. Con il calore , le parole scritte con l'inchiostro a base di limone appaiono ai nostri occhi: “niente elicotteri, niente marò”.
Ora sì che si comprende l'atteggiamento del governo. Non comprendete?
Provate a salire di qualche riga. Bene. Lì è la risposta.
“In concerto con il ministro della Giustizia e della Difesa”.
Quella solerte Giustizia italiana che,giusto poche settimane fa, fa esplodere il caso delle tangenti per la commessa dei 12 elicotteri AgustaWestland, controllata da Finmeccanica e che portao l'India a rinunciare alla rimanenza dell'ordine – 9 elicotteri - e ad affidarsi alla Francia -o ad altri Stati-.
Forse una decisione presa in concerto con il ministro della Difesa?
Vendere elicotteri ad uno Stato che condannerà due militari di cittadinanza italiana, avrebbe indignato migliaia di persone e impensierito il governo?
Oppure è stata più “semplicemente” una mossa oligarchica, attraverso le toghe, che ha portato :
  1. al crollo delle azioni di una delle più grandi aziende italiane conosciute nel mondo
  2. a liberare dal vincolo contrattuale lo Stato italiano - l 'India ha rifiutato il proseguo del contratto -
  3. a creare la controversia internazionale tra Italia e India per i due marò ?
Non lo sapremo mai , finché uomini onesti non saliranno al potere e getteranno i faldoni dei 'segreti di Stato' più o meno ufficiali, nelle strade e nelle piazze alla mercé del Popolo.
Nel frattempo non rimane che osservare affranti quello 'scodinzolar' di tricolore intorno al “coraggioso” padrone .

domenica 10 marzo 2013

CORRIERE DI ORGANI


*AGGIORNAMENTO TITOLO. DOPO LA CONFERMA CHE L'ARTICOLO SCRITTO DA PAOLO DI STEFANO PER IL CORRIERE DELLA SERA NON E' COMMENTABILE, ABBIAMO DECISO DI SOSTITUIRE IL TITOLO "CORRIERE E TRAPIANTI" IN "CORRIERE DI ORGANI". CREDIAMO CHE SI ADDICA DI PIU' AL NOTO QUOTIDIANO NAZIONALE.

Il commento da me preparato per il seguente articolo ma impossibilitato a pubblicarlo sul sito del Corriere.it -causa tempo limite: 24ore dalla pubblicazione-:
Emma e i 395 giorni in ospedale «Voglio il mio cane e un cuore vero»

Quante corbellerie dai benpensanti italioti.
Leggere cose come “-la morte cerebrale- rappresenta la sopravvivenza del corpo al cervello resa possibile solo con i supporti attuali senza i quali il paziente sarebbe "tradizionalmente" morto” ti porterebbero a scrivere che il nostro innocente angelo Emma è da considerarsi “morta” considerando che il suo cuore , centro nevralgico della vita, l'ha abbandonata tempo fa.
Questa storia , come molte altre, dovrebbe fare riflettere su altri aspetti invece .
-Viviamo nell'epoca “Cannibal Holocaust” dove l'Uomo , per avidità, auspica la morte di un altro essere come lui , per la sua egoistica esistenza . Esistenza per la quale, Madre Natura ha già dato il suo fatale giudizio.
-I secolari esperimenti di vivisezione non hanno portato ad alcun risultato utile. Hanno contribuito esclusivamente a trasporre la cavia animale in quella umana, con il beneplacito della massa.
-Le Istituzioni come la Giustizia (“Ottenere l'applicazione della legge 104 è stata dura, sono entrata e uscita dal Tribunale non so quante volte”) e la Sanità riconoscono il cittadino solo in base alla sua classe di appartenenza .
Nessuno vuole la morte di Emma, l'intera Italia si stringe intorno a lei ma la stessa opinione pubblica deve essere pronta stringersi intorno, con ben altre intenzioni, a chi sulle disgrazie altrui, costruisce la sua ricchezza. Un forte abbraccio alla piccola Emma. Solo a lei.
Ultima nota: dalla morte cerebrale ci si può risvegliare . Informatevi.

La notizia tanto attesa è giunta ma , caso vuole, non è possibile commentarla (ore 15.11 di domenica 10 marzo) .
Strani limiti della tecnologia . In attesa che si sblocchi tutto, rimaniamo vigili .