venerdì 26 luglio 2013
A Lonato del Garda, il 2 agosto 2013
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giovedì 11 aprile 2013
IN GUARDIA
“L’esistenza di una consistente
sperequazione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati da
Nicastri”
porta la Dia a sequestrare 1,3 miliardi
di euro al re dell'Eolico italiano, Vito, elettricista prima, ora
imprenditore di Alcamo.
Esulta e si congratula con tutto il suo
entourage , il direttore della Dia, Arturo De Felice , sottolineando
come questa operazione abbia portato al sequestro di beni più
cospicuo della storia d'Italia.
Gli uffici Dia di Palermo, coordinati
nelle indagini dalla procura di Trapani e dai magistrati della
Direzione antimafia di Palermo hanno voluto stringere il cerchio
intorno Matteo Messina Denaro, uno dei 5 maggiori ricercati al mondo.
Capo presunto di Cosa Nostra, è latitante da vent'anni. Secondo le
indagini, Vito Nicastri è l'uomo di appoggio di Denaro . O meglio,
Vito l'elettricista, ha contatti con gli uomini di Denaro perché
“non ci si muove in certi contesti e con quei volumi d'affari senza
avere contatti o collegamenti”, afferma il direttore della Dia De
Felice. E risponde, facendo trapelare l'ebrezza del sogno dorato, a
chi gli chiede se ora la cattura del boss trapanese sia più vicina :
“Siamo convinti che una confisca di
queste dimensioni toglierà benzina ad una macchina che ora dovrà
rallentare...Noi continueremo così, in silenzio e con attenzione ”.
Belle parole le sue, sconnesse però
dai fatti.
Andiamo avanti.
Leggiamo con interesse che :
“Scattano così i sigilli per 43 tra
società e partecipazioni societarie legate al settore della
produzione alternativa dell’energia elettrica, 98 beni immobili fra
ville e palazzine, terreni e magazzini, 7 fra autovetture, motocicli
e imbarcazioni e 66 cosiddette «disponibilità finanziarie» fra
conti correnti, depositi titoli, fondi di investimento e così via”.
L'elenco, non certo corto, non trova
fine, difatti si conclude con un 'semplice' così via.
Il cittadino onesto e limpido
d'intelletto s'aspetterebbe di leggere che l'elettricista Vito
Nicastri sia in attesa di giudizio per reati di mafia dietro ad un
anonimo e freddo blindo , vittima delle conte giornaliere delle
guardie carcerarie e del menù della casanza .
Niente di tutto ciò.
“In quanto 'Re' sarebbe inaccettabile
che varcasse la soglia di un istituto di pena” deve avere pensato
il giudice che ha disposto , per Nicastri , la sorveglianza speciale
con l'obbligo di dimora nel comune di residenza .
Come spesso accade in Italia, la
bilancia della Giustizia è truccata a favore della grande famiglia
che la governa: Mafia, Clero, Magistratura, Politica e Giornalismo
non sono altro che i rami dello stesso clan affiliato alla
plutocrazia apolide.
Chi con la sua azione delittuosa
inabissa la propria nazione a favore di interessi transnazionali che
tendono a sovvertire l'ordine sociale di una comunità di persone ,
rende servigio alla più potente e apparentemente imbattibile Stirpe
che la Madre Terra abbia mai conosciuto .
***
Il punto da focalizzare, per voi che
leggete, deve essere l'ammontare della confisca. Quella stessa cifra
decantata come brillante 'conquista' dall'ex questore di Ancora, ora
direttore della Dia, De Felice è per noi sinonimo di strazi e dolore
per decine di persone.
L'Uomo comune deve presto capire che
l'accumulo di ricchezze, soprattutto di queste dimensioni, in poche
mani all'interno di un'economia nazionale è indubbiamente il
velenoso frutto del furto ai danni della collettività.
Quanti lavoratori e, di conseguenza,
quante famiglie sono state rovinate -se non peggio- dalla sleale
concorrenza del Nicastri lungo la sua salita al potere?
Mai avremo una risposta esaustiva a
questo interrogativo.
L'infausto aspetto , da sempre
sottaciuto, è che se un uomo accentra ricchezze dà, a chi lo
conosce direttamente e indirettamente, il miraggio del benessere
terreno, bagnando il seme dell'invidia in lui, dando così origine al
circolo vizioso sul quale appoggia il succitato clan.
Nella lotta alla mafia , insegna il
Passato, bisogna colpire prima che si radicalizzi il fenomeno ,
punendo fieramente ogni atteggiamento ambiguo , distante dall'idea di
legalità e di Stato nazionale senza aspettare che il malvivente in
questione si arricchisca .
Tra la plutocrazia e la società civile
è in corso una guerra e la Mafia è un suo aspetto, tra i più
sanguinari e, fors'anche, spettacolari.
Rimanga monito per i posteri che per
ogni soldato caduto per la Libertà, il nostro urlo addolorato sale
al cielo per l'inestimabile perdita e perché consci che non sarà
mai sostituibile ; nel fronte opposto, quello dell'Oro, invece gli
uomini sono oggetti a cui non badare almeno finché nella seconda
linea gli affamati schiavi pullulano , pronti a sostituire i caduti
della prima, in cambio di una moneta d'oro.
E chi, in questo conflitto ricopre il
ruolo dell'imboscato furiere, la Storia riserva la peggio condanna: o
la 'stolta' agiatezza borghese in un mondo putrido o la fredda eterna
ombra nel mondo dei Giusti.
venerdì 5 aprile 2013
SERIETA'
Mai come in queste ultime ore , gli studiosi di geopolitica
dell'Occidente si stanno affannando per dare il loro giudizio
professionale sulla questione Corea del Nord Vs Stati Uniti.
Sono
ore nelle quali questi uomini cercano, attraverso la loro lente, di
aiutare i propri concittadini a comprendere il fenomeno Kim Jong Un.
Troviamo curioso leggere tesi basate esclusivamente dalla lettura delle veline di servizio, alias agenzie di stampa.
Come giungono a noi le ultime dalla Corea del Nord?
Innanzi a tutto la maggior parte delle notizie provengono dalla Corea
del Sud dopodiché raggiungono la nostra Penisola e da qui vengono
bypassate dalle agenzie indollarizzate come AdnKronos e Ansa .
E in tavola , ci troviamo il solito monosaporito Hamburger a stelle e strisce.
Il solo interrogativo che noi tutti dovremmo porci è :
Siamo veramente di fronte a dichiarazioni di un'imminente guerra
nucleare annunciata da un ragazzo poco più trentenne, a capo di un Paese
che da decenni si vede violata la propria sovranità a causa di
continue incursioni yankee da sud dei suoi territori?
Non crediamo che la realtà sia dipinta realmente così.
Siamo invece dell'idea che il comandante Ernesto Guevara avesse le
ragioni dell'Uomo libero quando affermava che la “Geopolitica non
esiste”, esiste -aggiungiamo noi- chi vuole fare riposare la coscienza
popolare nel suo letto di procuste.
lunedì 11 marzo 2013
ASSASSINI pt. II Ovvero : lo strano caso dell'inchiostro simpatico.
C'è una svolta nella storia trattata
tempo fa:
E' di oggi la notizia che i due marò
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non torneranno in India .
Nasce così una controversia internazionale tra l'Italia e l'India.
Quanto disonore per la disgraziata
patria italiana.
Latorre e Girone sono colpevoli
di aver ucciso due soldati del lavoro , due pescatori indiani.
Probabile confondere la canna da pesca
con la canna del fucile solo in un libro di narrativa anonimo, dove
l'autore , smemorato e al suo primo libro, non descrive nei
particolari i personaggi della sua storia. In mare è più
difficoltoso.
La prova , inutile a dire il vero, che
il governo italiano continui orgogliosamente a rivendicare la sua
paternità nell'8 settembre , è dato dal comunicato pubblicato oggi:
''All'indomani della sentenza del 18
gennaio 2013 della Corte Suprema indiana l'Italia ha proposto
formalmente al Governo di New Delhi l'avvio di un dialogo bilaterale
per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito
dalla stessa Corte, là dove richiamava l'ipotesi di una cooperazione
tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la
citata Convenzione UNCLOS. Alla luce della mancata risposta
dell'India alla richiesta italiana di attivare tali forme di
cooperazione, il Governo italiano ritiene che sussista una
controversia con l'India avente ad oggetto le regole contenute nella
predetta Convenzione e i principi generali di diritto internazionale
applicabili alla vicenda''.
Portando indietro le lancette, si cerca
di legittimare la natura ignavia italiota.
Con un colpo di spugna si cancella
dalla mente del lettore l'ordine cronologico degli avvenimenti – se
non gli avvenimenti stessi - e si porta sul proscenio , l'eroismo del
Governo.
Quanta malafede! Quanta ignominia!
Con una richiesta del tutto particolare
– rientro in Italia per il voto – per un caso così delicato , lo
Stato italiano ha beffeggiato uno Stato straniero. Una richiesta di 4
settimane per votare .
Richiesta concessa dallo Stato
dell'India ma che in realtà poteva essere elusa seguendo il codice
per i militari
in missione all'estero.
La risposta del ministro – per conto
– Terzi non si fa attendere: "E' uno sviluppo molto positivo e
provo grande soddisfazione. Anche perché la decisione conferma il
clima di fiducia e collaborazione con le autorità indiane e lascia
ben sperare per un positivo esito della vicenda".
Ed oggi, a poche settimane dalle
dichiarazioni gioiose del ministro degli Esteri, la notizia del
'gabbo' al paese della curcuma.
“Niente marò” urlano , in
concerto, il ministro della Giustizia e della Difesa.
Si sono ricordati , probabilmente, che
“ il Governo italiano ritiene che sussista una controversia con
l'India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta
Convenzione -UNCLOS- e i principi generali di diritto internazionale
applicabili alla vicenda” .
Caso chiuso quindi. Uno scatto
d'orgoglio ha permesso ai due marò di cittadinanza italiana , di
rimanere in Italia.
Gettiamo tutto nel camino...
Fermi! Qualcosa non è chiaro. Quel
comunicato sembra che abbia ben altre parole al suo
interno...perbacco!
Ma tu guarda. Con il calore , le parole
scritte con l'inchiostro a base di limone appaiono ai nostri occhi:
“niente elicotteri, niente marò”.
Ora sì che si comprende
l'atteggiamento del governo. Non comprendete?
Provate a salire di qualche riga. Bene.
Lì è la risposta.
“In concerto con il ministro della
Giustizia e della Difesa”.
Quella solerte Giustizia italiana
che,giusto poche settimane fa, fa esplodere il caso delle tangenti
per la commessa dei 12 elicotteri AgustaWestland, controllata da
Finmeccanica e che portao l'India a rinunciare alla rimanenza
dell'ordine – 9 elicotteri - e ad affidarsi alla Francia -o ad
altri Stati-.
Forse una decisione presa in concerto
con il ministro della Difesa?
Vendere elicotteri ad uno Stato che
condannerà due militari di cittadinanza italiana, avrebbe indignato
migliaia di persone e impensierito il governo?
Oppure è stata più “semplicemente”
una mossa oligarchica, attraverso le toghe, che ha portato :
- al crollo delle azioni di una delle più grandi aziende italiane conosciute nel mondo
- a liberare dal vincolo contrattuale lo Stato italiano - l 'India ha rifiutato il proseguo del contratto -
- a creare la controversia internazionale tra Italia e India per i due marò ?
Non lo sapremo mai , finché uomini
onesti non saliranno al potere e getteranno i faldoni dei 'segreti di
Stato' più o meno ufficiali, nelle strade e nelle piazze alla mercé
del Popolo.
Nel frattempo non rimane che osservare
affranti quello 'scodinzolar' di tricolore intorno al “coraggioso”
padrone .
domenica 10 marzo 2013
CORRIERE DI ORGANI
*AGGIORNAMENTO TITOLO. DOPO LA CONFERMA CHE L'ARTICOLO SCRITTO DA PAOLO DI STEFANO PER IL CORRIERE DELLA SERA NON E' COMMENTABILE, ABBIAMO DECISO DI SOSTITUIRE IL TITOLO "CORRIERE E TRAPIANTI" IN "CORRIERE DI ORGANI". CREDIAMO CHE SI ADDICA DI PIU' AL NOTO QUOTIDIANO NAZIONALE.
Il commento da me preparato per il seguente articolo ma impossibilitato a pubblicarlo sul sito del Corriere.it -causa tempo limite: 24ore dalla pubblicazione-:
Emma e i 395 giorni in ospedale «Voglio il mio cane e un cuore vero»
Quante corbellerie dai benpensanti
italioti.
Leggere cose come “-la morte
cerebrale- rappresenta la sopravvivenza del corpo al cervello resa
possibile solo con i supporti attuali senza i quali il paziente
sarebbe "tradizionalmente" morto” ti porterebbero a
scrivere che il nostro innocente angelo Emma è da considerarsi
“morta” considerando che il suo cuore , centro nevralgico della
vita, l'ha abbandonata tempo fa.
Questa storia , come molte altre,
dovrebbe fare riflettere su altri aspetti invece .
-Viviamo nell'epoca “Cannibal
Holocaust” dove l'Uomo , per avidità, auspica la morte di un altro
essere come lui , per la sua egoistica esistenza . Esistenza per la
quale, Madre Natura ha già dato il suo fatale giudizio.
-I secolari esperimenti di vivisezione
non hanno portato ad alcun risultato utile. Hanno contribuito
esclusivamente a trasporre la cavia animale in quella umana, con il
beneplacito della massa.
-Le Istituzioni come la Giustizia
(“Ottenere l'applicazione della legge 104 è stata dura, sono
entrata e uscita dal Tribunale non so quante volte”) e la Sanità
riconoscono il cittadino solo in base alla sua classe di appartenenza
.
Nessuno vuole la morte di Emma,
l'intera Italia si stringe intorno a lei ma la stessa opinione
pubblica deve essere pronta stringersi intorno, con ben altre
intenzioni, a chi sulle disgrazie altrui, costruisce la sua
ricchezza. Un forte abbraccio alla piccola Emma. Solo a lei.
Ultima nota: dalla morte cerebrale ci
si può risvegliare . Informatevi.
La notizia tanto attesa è giunta ma , caso vuole, non è possibile commentarla (ore 15.11 di domenica 10 marzo) .
Strani limiti della tecnologia . In attesa che si sblocchi tutto, rimaniamo vigili .
giovedì 28 febbraio 2013
A TESTA IN GIU'
L'abiezione inenarrabile di piazzale
Loreto rende inconsapevolmente , ancora una volta, Benito Mussolini
l'avanguardia della coscienza italiana.
A Milano, al distributore di benzina
della Esso -di proprietà di Rockefeller- i nuovi occupanti d'Italia
inscenano una macabra Menorah di corpi senza vita dando inizio ad una
tempestosa epoca.
Nei giorni dell'occupazione,
ironicamente chiamati nel gergo volgare 'della liberazione',
l'impudente rito fa sì che non solo la salma di Benito Mussolini
venga messa a testa in giù ma anche l'intera società , con angoscia
ineffabile dei liberi pensatori che, da quel 29 aprile del 1945,
vedono la realtà , fatta di piccole e grandi cose, capovolta come se
filtrassero il quotidiano attraverso lo “sguardo” paterno del
disadorno cadavere del Duce.
Nella Penisola del Mediterraneo dove il
caffé è decaffeinato,il the è deteinato,il latte è senza
lattosio,l' Ogm è naturale, il prodotto “naturale” è Ogm, il
fumo di sigaretta è “elettronico”, la moneta è elettronica, il
libro è digitale, il politico è comico, il comico è politico, la
missione di pace è di guerra, l'aviatore non
vola, il carnefice è vittima, la vittima è carnefice, la vita è
morte, la donazione di organi è predazione , la democrazia è
dittatura, la dittatura è democrazia, lo Stato è Mafia, l'illegale
è legale, il terrorista è liberatore, l'uomo è donna, la donna è
uomo, il lavoro è debilitazione, la scuola è ignoranza,la
ricchezza materiale è povertà d'animo, la Chiesa è Satana,
Equitalia è Disequitalia, la libertà di pensiero è censura, la
libertà è schiavitù, la Patria è il mondo, il cittadino è
straniero, lo straniero è cittadino, il Bene pubblico è privato, la
vita privata è pubblica, il sindacato è padrone, il Socialismo è
borghesia, la rivoluzione è civile, il rivoluzionario è pacifista,
il pacifista è rivoluzionario, il Caos è pace; la nostra speme
arde, proiettando la nostra azione verso la redenzione sociale mentre
il soave verso virgiliano s'espande nell'alto silenzio della notte
stellare : forsan et haec olim meminisse iuvabit.
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domenica 24 febbraio 2013
Propaganda al microscopio -agg.24feb2013-
UN PAPA "BENEDETTO"
"RISPETTO PER LA SOFFERTA E CORAGGIOSA DECISIONE DI PAPA BENEDETTO XVI"
Il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha dichiarato:
“Gli ebrei
italiani vogliono esprimere la loro vicinanza e il loro rispetto a papa
Benedetto XVI per la sofferta e coraggiosa decisione presa in queste
ore.
Estremamente
significativi, nel corso del suo magistero, i passi compiuti per
l'avvicinamento tra ebrei e cristiani nel solco dei valori comuni. La
visita ufficiale in Israele, la preghiera per la pace al Muro del
Pianto, le parole pronunciate al Memoriale dello Yad Vashem. E ancora
l'incontro con gli ebrei romani al Tempio Maggiore. 'La
dottrina del Concilio Vaticano II – affermò in quella circostanza – ha
rappresentato per i cattolici un punto fermo a cui riferirsi
costantemente nell’atteggiamento e nei rapporti con il popolo ebraico,
segnando una nuova e significativa tappa'. Un cammino verso la
comprensione che è prerogativa irrinunciabile per noi tutti e che il
pontefice, con le sue parole, ha rafforzato.
La
nostra speranza è che egli possa contribuire anche in futuro a un
dialogo basato sui principi della pari dignità e del reciproco
rispetto”.
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